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Santa Maria a Vico

Missionari OMI - Maria SS. Assunta Parrocchia, Piazza Aragona 13, 81028 SANTA MARIA A VICO, CE
Tel: 0823 805379; 0823 755301 (Parr.); 

A S. Maria a Vico (Caserta), probabilmente non lontano dal tracciato della antica via Appia, sorge un Santuario, oggi Basilica Pontificia minore, intitolato a Maria Santissima Assunta. Un'antichissima tradizione narra che il Re Ferdinando I D'Aragona, alla testa dell'esercito andava alla guerra e, passando innanzi alla chiesa della Madonna, formulò il voto di costruire in quel punto un santuario, quando fosse tornato vittorioso; ritornando, stava per passare oltre, ma il suo cavallo si inginocchiò innanzi alla cappella; allora il Re, ricordando il voto, si fermò a ringraziare ed adorare la Vergine e diede subito gli ordini per l'edificazione del tempio, avvenuta nel 1492 e di un più vasto convento: intorno al chiostro, all'ombra della Casa della Madonna, nacque e crebbe la cittadina”

La Basilica e l'annesso convento furono retti, per circa 350 anni, dai Domenicani che un giorno, in seguito al decreto di G. Murat (1809) che sopprimeva gli ordini religiosi, dovettero abbandonare il loro ministero in S. Maria a Vico, per essere trasferiti altrove. Dal 1902, grazie all'intercessione di S. E. Mons. Agostino Migliore, il Santuario e il convento sono affidati ai Missionari Oblati di Maria Immacolata.

La Festa della Madonna Assunta
È facile immaginare come, per un Santuario dedicato alla Madonna Assunta -meta da lunghissimo tempo di pellegrinaggi dalle vicine località per venerare e onorare Maria nella antica statua che la rappresenta con in braccio il piccolo Gesù- la ricorrenza liturgica dell'Assunzione (15 agosto) sia diventato un appuntamento sempre più importante sia per i fedeli che in quel giorno accorrono numerosissimi, che per la comunità parrocchiale, che accoglie i pellegrini, per far loro vivere la “Festa del 15 Agosto”, con tutto ciò che questo comporta, sia per antiche tradizioni, sia per nuovi significati che la comunità locale propone ogni anno.

La preparazione della Festa accompagna tutto l'anno liturgico, con le innumerevoli riunioni del “Comitato dei festeggiamenti della Madonna Assunta”, nelle quali si prendono le decisioni per la organizzazione pratica della festa, come il concertino, le luminarie e le attività culturali varie, come mostre di opere d'arte, mostre di attività artigianali e altro ancora.
Di pari passo con la preparazione della festa “esteriore” procede la preparazione della “festa interiore” con la messa a fuoco degli obbiettivi spirituali che si vogliono raggiungere da parte del Consiglio pastorale parrocchiale. Infatti è da tener presente che, nei quattro giorni delle festività, il Santuario è meta di migliaia di pellegrini, ai quali bisogna dare accoglienza spirituale. È necessario quindi che siano presenti a tutte le ore della giornata molti confessori, che sia preparata una bella liturgia che inviti i pellegrini a un rapporto sempre più profondo con Dio, rapporto raggiunto attraverso la venerazione e l'imitazione di Maria Santissima. A tale scopo, durante tutto l'anno, si cerca di mantenere viva la vocazione mariana del Santuario con “la S. Messa solenne” del giorno 15 di ogni mese.
Il Coro Parrocchiale, che si riunisce ogni lunedì per le prove di canto, ha sempre presente l'obbiettivo di animare degnamente le liturgie dei giorni della festa.
I giovani del Movimento Giovanile Costruire, presenti numerosi nella parrocchia, e che scandiscono l'anno con varie attività in favore delle Missioni Oblate, si inseriscono nel servizio ai pellegrini prodigandosi costantemente in tante piccole o grandi cose.
Le aderenti all'AMMI, ogni anno organizzano una bellissima “pesca missionaria”, con oggetti vari donati dalla comunità parrocchiale. Un'iniziativa che riscuote sempre un notevole successo.
Per la Novena dell'Assunta, viene generalmente invitato un Padre Predicatore, che cura la preparazione spirituale della comunità nei nove giorni precedenti il 15 agosto, e che tiene le omelie nelle S. Messe solenni della “Festa”. Tutti sono invitati a pregare e ad offrire sacrifi ci perché tante persone possano ritrovare la fede perduta o crescere nella vita cristiana.

Attualmente la festa si svolge nel seguente modo: il 14 agosto, dopo che il simulacro della Vergine dalla artistica Cappella dell'Assunta è stato spostato sull'altare maggiore, un corteo storico sfila per le vie della cittadina, ispirandosi anche nei costumi alla antica tradizione, degli inizi del Santuario. Segue immediatamente una solenne celebrazione liturgica nel corso della quale c'è l'accensione della “Lampada dell' Emigrante” da parte di uno dei Sindaci dei paesi vicini.
Il 15 agosto, dopo la Santa Messa solenne delle ore 11, c'è l'arrivo dei carri votivi. Questi carri sono simbolo del raccolto della terra e del lavoro quotidiano dell'uomo. Dal pomeriggio fino al termine della festa, i doni dei carri votivi vengono venduti e il ricavato offerto al Santuario: non è raro assistere a simpatiche scene di competizione, nel tentativo di accaparrarsi i doni ritenuti più significativi! I carri, fino a qualche anno fa, erano trainati da candidi buoi, imbottiti di canapa filante e colmi di “doni elaborati in casa”: si tratta per lo più di manufatti a base di frumento, che rappresenta il lavoro offerto e consacrato a Dio.
Il giorno 16 agosto scorre più tranquillo, con al centro la S. Messa solenne delle ore 11. Il “concertino serale”, momento di gioia e divertimento atteso da tutti, seguito dallo sparo dei fuochi d'artificio, conclude la giornata.
Nel quarto e ultimo giorno della festa, il 17 agosto, volge la celebrazione più sentita e commovente: la “Giornata dell'ammalato”. Persone più o meno sofferenti, provenienti anche dai paesi vicini, gremiscono la Basilica. Il 17 sera, a mezzanotte, la statua della Madonna viene riportata nella sua cappella, fra i canti gioiosi e commoventi di tanti fedeli, che non vogliono rinunciare a porgerle un ultimo e filiale saluto nel momento in cui realmente la “Festa” si conclude.
Un altro aspetto da citare per le sue lontane radici storiche è il “Mastro Mercato”, istituito il 5 giugno 1498 da Federico II d'Aragona, che conferì alla borgata medioevale di Sancta Maria ad Vicum il privilegio di franco mercato, che a quel tempo era ristretto alle sole città di Bari, Capua, Cosenza, Lucera, Reggio e Taranto. Venne stabilito che si svolgesse, in occasione della festività dell'Assunta, per la durata di dieci giorni, nella largura antistante il convento-chiesa.



Continua Nonno omi
S. Maria a Vico, 11 maggio 2010


Alcuni ingredienti dell'l'iniziativa del Movimento Giovanile Costruire (MGC) di S. Maria a Vico (Ce) cominciata ad ottobre dello scorso anno, a cura di Pasquale Castrilli. Continua

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