UN CONVEGNO A CHE SERVE?
Breve aggiornamento sul Convegno Provinciale che si è tenuto a Rocca di Papa dal 22 al 25 aprile.
Frascati, 28 aprile 2008
Carissimi, non vi spaventate se comincio col mettere in evidenza quelle reazioni, piuttosto spontanee, che sorgono in noi quando riceviamo l'invito per un incontro.
“Ancora un altro incontro? Basta! Di convegni e di tavole rotonde ne ho fino alla punta dei capelli. Si dicono sempre le stesse cose e alla fine escono dei documenti o degli atti che non servono a nessuno”.
Sono espressioni che denunciano un certo malessere e un senso di sfiducia davanti a degli appuntamenti assembleari che non sempre rispondono a delle attese. A me sembra che questa sfiducia sia dovuta non tanto a questo o a quel tipo d'incontro, quanto a discorsi vuoti e inconcludenti che spesso si fanno o ad un clima non sempre fraterno e costruttivo che si crea fra tutti.
Eppure incontrarsi è importante: per assaporare la gioia di ritrovarsi insieme; per aiutarsi a riscoprire i valori di fondo che ci devono guidare sul nostro cammino di fede o anche per scoprire nuove piste da percorrere sia sul piano della fede che dell'apostolato.
Nel Convegno provinciale che si è svolto a Rocca di Papa (Roma) dal 22 al 25 aprile u.s. è stato proprio così. Tali finalità, al dire di molti, si sono realizzate. Noi Oblati provenienti dalle diverse comunità d'Italia, dalle Delegazioni dell'Uruguay e del Senegal, dalla Missione di Romania e dalla Spagna ci siamo ritrovati insieme con le diverse componenti della Famiglia oblata (Ammi, Oasi Cana, giovani del Movimento Giovanile Costruire, le Comi, il Comi, Missionarie Oblate) per vivere un momento di comunione e per affrontare insieme la realtà della pastorale giovanile e vocazionale che fa riferimento a noi. In tutto: circa 80 persone.
Tema del Convegno: “Progettiamo e costruiamo il nostro futuro. Quale pastorale giovanile e vocazionale oblata oggi”.
Un tema non analizzato razionalmente, ma per certi versi vissuto. La partecipazione attiva da parte di tutti, favorito dagli incontri di gruppo e dallo scambio in assemblea, ci ha consentito di avere nuove luci sui giovani e di programmare delle iniziative da attuare a breve termine a livello di Provincia. Rincentrando lo sguardo sulle zone pastorali oblate, si è deciso di costituire un coordinatore per i giovani a livello zonale e di dare la possibilità a delle nostre case di poter ospitare an-che per periodi prolungati una presenza giovanile.
La Comunità di Marino è venuta in evidenza con la sua vocazione di punto di riferimento naturale per la gioventù oblata in fase di ricerca e di discernimento. Il Movimento Giovanile Costruire ha avuto una meritata attenzione ed è stato considerato come autentica espressione carismatica e unificante della nostra pastorale giovanile. Tutte le componenti della Famiglia oblata, a cominciare dai laici, sono venute in risalto per l'importanza che rivestono nella vita e nella missione oblata e quindi nella pastorale giovanile.
Belle e incisive le meditazioni del mattino (“Gesù fissatolo lo amò”; “Venite e vedete”) che han-no dato il tono alle singole giornate. Bene accolto l'intervento sulla realtà giovanile di oggi tenuto da un sacerdote addetto ai lavori. La celebrazione quotidiana dell'Eucarestia, ben curata, ha dato spessore e profondità alle relazioni fraterne.
I giovani della comunità di Marino e gli oblati in formazione allo Scolasticato di Vermicino hanno offerto un saggio del loro cammino vocazionale e formativo attraverso uno spettacolo vivo e colorito che ha coinvolto tutti.
Per concludere: un Convegno provinciale a che serve? A ripartire decisamente insieme.
Fraternamente.
P. Nicola Parretta omi
Sup. Provinciale